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Talenti su richiesta (talent-as-a-service): come il lavoro agile sta trasformando le imprese moderne



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Basato sulla flessibilità dinamica, questo approccio supera i modelli tradizionali e risponde alle sfide di un mondo in continuo mutamento. Da un lato offre alle aziende un accesso semplificato a risorse specializzate, mantenendo alte efficienza e capacità d’innovazione; dall’altro rappresenta per i professionisti un’opportunità di autonomia e crescita personale

Pubblicato il 31 mar 2025

Matteo Roversi

Co-founder e Chief Community Officer, Cosmico



Talenti su richiesta

Restare competitive e innovative in un mondo che cambia a ritmi sempre più accelerati è una delle sfide più complesse per le aziende. Non stupisce quindi che un concetto che sta guadagnando sempre più attenzione è quello dei talenti su richiesta (talent-as-a-service), un vero e proprio ripensamento nel modo in cui il lavoro e la gestione delle risorse umane vengono concepiti. Non si tratta semplicemente di un nuovo modello di recruiting, ma di una strategia che risponde a bisogni ben precisi di adattamento ai tempi moderni, sia per le aziende sia per i professionisti.

Cos’è il modello dei “talenti su richiesta”

Il concetto di talenti su richiesta nasce dall’esigenza di creare un modello flessibile che consenta alle imprese di accedere alle competenze di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno. A differenza dei modelli tradizionali, che si fondano su strutture aziendali rigide e su contratti a lungo termine, il talent-as-a-service offre alle aziende la possibilità di collaborare con professionisti altamente qualificati per progetti specifici, per un periodo limitato, e pagando solo per il lavoro effettivamente svolto.

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Questo modello permette alle organizzazioni di superare le rigidità dei tradizionali processi di assunzione, ottimizzare i costi e accedere a competenze specializzate che, con il sistema convenzionale, sarebbero difficili da integrare nel flusso di lavoro quotidiano. La flessibilità e la rapidità di adattamento sono quindi i punti chiave di questo approccio.

Un sistema in crisi: la necessità di innovazione per essere aziende competitive

Il modello dei talenti è una risposta diretta alle difficoltà che le aziende incontrano nel mercato competitivo di oggi.

Nel report voluto dalla Commissione Europea che Mario Draghi ha presentato qualche mese fa, il nesso tra scarsa capacità di innovazione e ritardo competitivo è emerso come uno dei problemi più urgenti. Le aziende europee hanno bisogno di competenze evolute per tenere il passo e provare a guidare l’innovazione. Ma proprio a causa del modo in cui la ricerca e gestione del talento è organizzata – ovvero con il “modello fabbrica” – trovare, trattenere e valorizzare il talento per le aziende è terribilmente difficile. Le competenze si invecchiano rapidamente e i carichi di lavoro non sono sempre prevedibili, creando una forza lavoro che si rivela troppo rigida e lenta per rispondere ai cambiamenti del mercato.

I cambiamenti culturali: il lavoro come parte di una vita significativa

Cambia la cultura e i bisogni delle persone: le generazioni più giovani non vogliono più “conciliare vita e lavoro”, vogliono che il lavoro abbia senso all’interno della vita, che gli permetta di fare cose significative, di collaborare, di conoscersi e di continuare a imparare. Non vogliono più restare intrappolati in quelli che l’antropologo David Graeber ha chiamato “Bullshit Jobs”, lavori ridondanti, ripetitivi e inutili. Il 76% della Gen Z aspira a lavorare in modo autonomo, e il 66% di coloro che hanno un lavoro fisso coltiva, comunque, progetti personali e iniziative parallele.

Questo cambiamento di mentalità è alla base della crescente domanda di flessibilità e autonomia nel lavoro, un cambiamento che il modello dei talenti su richiesta si propone di soddisfare. Il lavoro non è più un’attività da subire, ma un’opportunità per creare valore in modo significativo, sfruttando competenze specialistiche in progetti che rispondono a reali esigenze di innovazione.

Le aziende come “piattaforme Cloud”: un nuovo modello organizzativo

Nel contesto di questa evoluzione, le aziende devono rivedere il proprio modello organizzativo. Non si tratta più di pensarsi come luoghi fisici dove le persone vanno a lavorare, ma come piattaforme alle quali le persone si connettono per raggiungere obiettivi comuni. In questo nuovo modello, l’organizzazione si espande oltre i confini fisici e gerarchici tradizionali e diventa una rete aperta di talenti che contribuiscono al successo aziendale.

L’idea è che le imprese diventino come piattaforme Cloud: aperte in entrata e in uscita. In entrata, le aziende devono essere strutturate in modo da facilitare l’accesso di professionisti esterni che possano contribuire al lavoro dell’impresa. In uscita, l’impresa potrà sfruttare una “Talent Cloud” esterna, attingendo alle competenze specializzate di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno, pagando solo per il lavoro svolto.

Questo approccio è perfettamente compatibile con un’organizzazione decentralizzata e flessibile, dove team temporanei di professionisti, sia interni che esterni, si aggregano attorno a ogni progetto specifico. Questo modello, che ricorda molto la dinamica di Hollywood, in cui per ogni film si crea un team ad hoc, consente alle imprese di rispondere in modo agile alle esigenze di innovazione, mantenendo i costi sotto controllo e permettendo un continuo aggiornamento delle competenze.

Un’opportunità per le PMI: democratizzare l’accesso ai talenti

Il modello dei talenti su richiesta non è solo una strategia vantaggiosa per le grandi aziende. Un altro aspetto fondamentale di questo sistema è che favorisce la democratizzazione del talento. Le PMI, che rappresentano un elemento cruciale del tessuto economico, possono finalmente accedere a competenze specialistiche che in passato sarebbero state fuori dalla loro portata. Questo modello dà alle piccole e medie imprese la possibilità di collaborare con i migliori professionisti del design, della tecnologia e della creatività, risolvendo una delle barriere più grandi che queste aziende hanno sempre dovuto affrontare.

Talenti su richiesta: i vantaggi per i professionisti

Ma cosa significa tutto questo per i professionisti? Il modello dei talenti su richiesta offre loro la possibilità di riprendere il controllo del proprio lavoro. Non più legati a contratti rigidi e a orari prestabiliti, i professionisti possono decidere come lavorare, da dove e con chi. Questo approccio consente loro di stabilire il valore del proprio lavoro e di costruire percorsi di crescita personalizzati, rispondendo più rapidamente alle trasformazioni del contesto.

In questo nuovo scenario, il lavoro non è più visto come una mera occupazione, ma come un’opportunità di crescita continua, in cui ogni progetto diventa un passo avanti nel proprio percorso professionale.

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