Da inizio 2022 sono 1900 i migranti e rifugiati inseriti in percorsi di inclusione socio lavorativa e 290 introdotti nel mondo del lavoro. Ecco i numeri di Without Borders, il progetto di Randstad, nato per agevolare l’inserimento lavorativo in Italia dei cittadini con background migratorio.
«Con Without Borders aiutiamo i candidati con background migratorio residenti in Italia ad acquisire la preparazione necessaria per inserirsi nel mondo del lavoro e in un nuovo contesto sociale», dichiara Fabio Costantini, CEO di Randstad HR Solutions.
Who's Who
Fabio Costantini
CEO di Randstad HR Solutions

Ed è quello che è successo con i rifugiati Ucraini. La guerra con la Russia ha avuto un impatto significativo sui flussi migratori verso l’Italia: come riporta Randstad Research, al 30 aprile 2023 nel nostro Paese sono stati registrati 156.000 permessi di soggiorno validi per protezione temporanea a cittadini ucraini, in particolare donne (il 71,1%) e minori (36,4%). Con Without Borders, in poche settimane, è stato messo in piedi un programma di inclusione, con servizi di apprendimento di lingua e cultura italiana, servizi di bilancio delle competenze, in collaborazione con il terzo settore.
Sono stati presi in carico 1230 persone e 440 sono passate alla fase successiva di bilancio di competenze, hanno acquisito conoscenza e padronanza del mercato del lavoro locale, preparato il loro curriculum e hanno sperimentato la gestione di un colloquio di selezione. Nel percorso sono state toccate anche tematiche civiche, per conoscere il contesto normativo e i diritti e doveri dei cittadini, ed è stato attivato uno sportello di counseling, spazio di ascolto e sostegno psicologico, su richiesta. A oggi 156 rifugiati ucraini hanno trovato un lavoro nel nostro Paese.
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Without Borders, in breve
«Il progetto è nato nel 2017 per rinnovare l’impegno di Randstad in area Corporate Social Responsibility – racconta Francesca Passavanti, Welfare to work Manager di Randstad RiseSmart – ma anche per rispondere in modo proficuo al fenomeno migratorio che rappresenta un fattore di crescita economica per il nostro Paese, se gestito nel modo giusto».
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Who's Who
Francesca Passavanti
Welfare to work Manager di Randstad RiseSmart

Si tratta dunque non solo di un’iniziativa a carattere sociale, ma anche di un’opportunità per l’Italia in cui si registra una consistente riduzione delle nascite e una significativa talent scarcity. I dati elaborati da Randstad Research evidenziano la centralità del tema demografico e migratorio per l’Italia del futuro. Basti pensare che nel 2020 l’UE ha registrato una diminuzione di circa 100mila persone a causa di una combinazione tra calo delle nascite, aumento dei decessi e diminuzione dell’immigrazione netta. Per questo motivo, l’unione tra politiche a favore dei giovani e un appropriato inserimento di migranti e rifugiati può da un lato agevolare l’incremento demografico, e dall’altro ridurre il fenomeno dei profili “introvabili”, avviando candidati con background migratorio a professioni utili alla nostra economia.
«Grazie al nostro ruolo e alla nostra visione privilegiata sul mercato del lavoro, abbiamo iniziato a impostare programmi di supporto per candidati con background migratorio sino ad arrivare a oggi con un approccio multistakeholder che ci contraddistingue: aiutare questi candidati e le aziende per noi vuol dire ragionare “con loro e non solo per loro”», ribadisce Passavanti.
Without Borders ha permesso, infatti, alle persone di valorizzare le loro competenze e ha fornito gli strumenti e le risorse necessarie per cercare lavoro. Complessivamente, dall’anno scorso sono stati organizzati più di 700 percorsi online e in presenza. I candidati sono stati coinvolti in attività di bilancio delle competenze, orientamento professionale, analisi e definizione delle modalità efficaci di presentazione in fase di ricerca e colloquio di selezione. Parte dei percorsi è stata dedicata anche all’insegnamento della lingua e della cultura italiana e all’acquisizione delle competenze professionalizzanti necessarie all’inserimento in aziende clienti e in settori specifici.
I percorsi di inclusione lavorativa: un’opportunità per le aziende
Il programma Without Borders lavora su due dimensioni: il candidato e l’azienda.
In particolare, per il primo si prevede: bilancio delle competenze; valutazione linguistico e documentale; potenziamento linguistico e/o professionale; accompagnamento alla cultura del paese ospitante; preparazione ai contesti multiculturali; preparazione ai processi di selezione e ai colloqui di lavoro, sponsorizzazione e inserimento del candidato, mentorship durante i primi mesi di lavoro.
Per quanto riguarda le aziende, si procede con:
- analisi del contesto aziendale in termini di inclusione, profili di necessità, tipologia di sostenibilità dell’inserimento e potenzialità di supporto dei nuovi lavoratori con azioni per mitigare gli ostacoli per l’inserimento efficace;
- costruzione di un progetto di inserimento di lavorativo per candidati con background migratorio per l’avvicinamento alla mansione ricercata;
- laboratori di informazione e formazione su stereotipi e pregiudizi per capi e colleghi
- supporto nei processi di assunzione;
- eventuale messa a disposizione di figure di mediazione linguistico-culturale e/o di mentors nei primi mesi di lavoro.
«A seguito di questi interventi sia il candidato sia l’azienda hanno l’opportunità di riflettere, arricchirsi e promuovere la bontà di un agire sostenibile in risposta a un fenomeno che sta diventando strutturale. Il lavoratore acquisisce capacità e competenze spendibili nel mercato dal lavoro italiano, rafforza le competenze sociali per una efficace integrazione nella comunità e può restituire al Sistema Paese l’opportunità ricevuta in termini di welfare e di sviluppo di società interculturali. L’azienda, dal canto suo, introduce dei lavoratori formati e motivati in risposta alla loro scarcity e talenti che porteranno innovazione tramite il confronto, lo scambio di valori e visioni innovative date da “diversi” approcci», sottolinea Passavanti.
Un esempio di storia a lieto fine è quella di Sidibe, arrivato in Italia dal Mali. Grazie a Without Borders e RiseSmart ha avuto l’occasione di partecipare a un progetto di inclusione socio-lavorativo. Il suo desiderio era lavorare nel mondo della logistica e ora è diventato realtà. L’intervista integrale è disponibile qui.
«Il nostro impegno ha portato Randstad HR Solutions a ricevere anche per l’anno 2022 il riconoscimento di UNHCR, We Welcome. Un grande orgoglio che ci dà la forza per continuare con questo impegno per agevolare la crescita professionale e individuale oltre le barriere linguistiche, culturali e sociali», racconta il CEO.
Randstad Italia e Randstad Services hanno ricevuto sempre dal Comitato di Valutazione UNHCR il logo Welcome, Working for refugee integration.